mercoledì 4 febbraio 2015

Cronache di una “anonima” donatrice


Carissimi tutti .. eccomi qua!..Da dove partire per raccontare la mia storia? .. 
Eh sì..perché noi donatori siamo fatti così. Noi diamo, condividiamo, ci mescoliamo. E oggi io vorrei donare una parte della mia storia.. 
Chiamateci egoisti ma siamo spesso alla ricerca di quella magnifica sensazione che ci riempie quando possiamo dare qualcosa di noi. 
Troppo spesso ho sentito la paura di mettersi in gioco nascondersi dietro alla scusa che per fare le cose buone ci vogliono tempo, impegno e denaro. Certo, ci sono obiettivi che per essere raggiunti hanno bisogno di dedizione e pure di risorse. Però, siamo onesti, non servono mica un terremoto o una inondazione per aiutare gli altri. 
La prima volta che mi sono messa in gioco “da grande” ho deciso di partire dai piccoli.. forse un po’ inconsapevolmente ho iniziato a frequentare il reparto di pediatria.. l’idea era quella di portare gioco e allegria nelle giornate dei bambini ricoverati. Bhè, credetemi quando vi dico che è stata una delle esperienze più forti e difficili della mia vita da donatrice.. 
So cosa pensate.. che voi non ce la fareste, che non sapreste che fare, che dire, come resistere. Sappiate che io sono una persona normalissima. Normalissima: non ho vocazioni né tantomeno idee rivoluzionarie. Non sono nemmeno noiosa. Ho semplicemente trovato il coraggio di mettermi in gioco e in cambio ho ricevuto la gioia.. e non è stato nemmeno difficile! 
Spesso, quando parlo con i giovani del mio impegno, racconto della mia esperienza di donatrice del sangue e della facilità con cui si può salvare una vita: provate a immaginare.. ve ne state lì, comodamente seduti in poltrona a prendervi del tempo lontano dalla fretta, leggere o chiacchierare con il vicino. Magari il vicino è una miniera di racconti e avventure.. o magari è giovane pure lui e tutt’altro che noioso.. 
Certo, serve coraggio a presentarsi la prima volta .. chi di noi non ha pò paura?! Ma vi garantisco che è un attimo che passa in fretta. E alla fine di questa mezz’ora siete i protagonisti del futuro di qualcun altro. I supereroi di una favola a lieto fine. 
Siete quel lampo che farà la differenza. 

Monica

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